Quindici domande a Maristella Ridolfo, amministratore di Quater
Agorà Sud, Maristella Ridolfo: “Il Mezzogiorno deve tornare protagonista del proprio futuro”
- Dopo l’esperienza del convegno sul PNRR a Capo d’Orlando, nasce oggi “Agorà Sud”. Quanto c’è di continuità tra i due progetti?
Maristella Ridolfo:
C’è moltissima continuità. Il convegno sul PNRR ci ha fatto capire quanto sia forte, nei territori del Sud, il bisogno di confronto vero tra istituzioni, tecnici, imprese e cittadini. Da quella esperienza è nata la consapevolezza che non basti più organizzare singoli eventi: servono luoghi permanenti di dialogo. “Agorà Sud” rappresenta proprio questa evoluzione naturale. Vogliamo trasformare il confronto in un percorso stabile, capace di produrre idee, relazioni e progettualità concrete per il Mezzogiorno.
- Il convegno dello scorso anno aveva acceso i riflettori sulle difficoltà dei comuni siciliani nella gestione del PNRR. “Agorà Sud” vuole essere anche una risposta concreta a quelle criticità emerse?
Maristella Ridolfo:
Assolutamente sì. Dal confronto con sindaci, dirigenti e amministratori è emersa una fotografia molto chiara: i comuni, soprattutto quelli piccoli e medi, hanno enormi difficoltà operative. Mancano personale tecnico, strumenti digitali adeguati e spesso anche il tempo materiale per seguire procedure estremamente complesse. “Agorà Sud” nasce anche per questo: mettere insieme competenze, esperienze e buone pratiche, creando una rete che possa aiutare i territori a non sentirsi soli davanti alle grandi sfide della programmazione europea e dello sviluppo.
- Perché avete scelto proprio il nome “Agorà Sud”? Qual è il messaggio che volete trasmettere?
Maristella Ridolfo:
L’agorà, nell’antica Grecia, era il luogo dell’incontro, del confronto e della partecipazione pubblica. Abbiamo scelto questo nome perché crediamo che il Sud abbia bisogno di ritrovare spazi di discussione seria e costruttiva. Vogliamo un Mezzogiorno che non subisca le decisioni ma che torni a elaborare idee, strategie e visioni per il proprio futuro. Il nostro obiettivo è proprio questo: creare un luogo aperto dove istituzioni, giovani, imprese e università possano dialogare davvero.
- Oggi si parla spesso del Mezzogiorno soltanto in termini di emergenze o ritardi. Voi invece volete trasformarlo in un luogo di proposta. È questa la vera sfida?
Maristella Ridolfo:
Sì, ed è probabilmente la sfida più importante. Per troppo tempo il Sud è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso le sue difficoltà. Noi vogliamo cambiare narrazione. Il Mezzogiorno possiede energie straordinarie, competenze, università di qualità, giovani preparati, imprese innovative e un patrimonio culturale e ambientale unico. Bisogna però creare le condizioni affinché queste risorse dialoghino tra loro e diventino sistema. “Agorà Sud” vuole essere uno spazio dove si costruiscono proposte, non soltanto analisi dei problemi.
- Tra i temi centrali della convention ci saranno innovazione, transizione digitale, sostenibilità e programmazione europea 2028-2034. Quale sarà il filo conduttore dell’evento?
Maristella Ridolfo:
Il filo conduttore sarà il futuro del Mezzogiorno dentro le grandi trasformazioni europee. Oggi il Sud non può restare ai margini della doppia transizione digitale ed ecologica. Dobbiamo capire come trasformare queste sfide in opportunità di crescita reale. Parleremo di infrastrutture, innovazione, competitività delle imprese, formazione, intelligenza artificiale, energie rinnovabili e nuove professionalità. Ma soprattutto parleremo di come costruire una strategia condivisa che metta il Sud al centro del Mediterraneo.
- Il Sud rischia spesso di essere soltanto destinatario di fondi europei senza riuscire a trasformarli in sviluppo strutturale. Come si supera questa logica?
Maristella Ridolfo:
Si supera investendo sulle competenze e sulla capacità di programmazione. Le risorse economiche, da sole, non bastano. Occorre una visione. Bisogna aiutare i territori a costruire progettualità di lungo periodo, capaci di generare occupazione, innovazione e servizi. E serve anche una nuova cultura amministrativa basata su collaborazione, formazione continua e capacità di fare rete. Il rischio più grande sarebbe spendere fondi senza lasciare un cambiamento strutturale. Noi vogliamo ragionare esattamente sul contrario.
- “Agorà Sud” metterà insieme istituzioni, università, imprese, giovani e mondo della cultura. Quanto è importante creare dialogo tra realtà che troppo spesso lavorano separate?
Maristella Ridolfo:
È fondamentale. Uno dei limiti storici del Mezzogiorno è stato proprio quello di avere mondi che procedono parallelamente senza incontrarsi davvero. L’università spesso non dialoga con le imprese, le istituzioni faticano a coinvolgere i giovani, la cultura rimane scollegata dalla programmazione economica. Noi vogliamo rompere questi compartimenti stagni. Le grandi trasformazioni si affrontano soltanto mettendo insieme competenze diverse.
- Uno degli aspetti più interessanti sembra essere la volontà di costruire un confronto permanente e non un semplice evento di pochi giorni. Come immaginate il futuro di questa piattaforma?
Maristella Ridolfo:
L’evento di settembre sarà soltanto il punto di partenza. L’idea è creare una piattaforma permanente di confronto, con incontri periodici, tavoli tematici, attività formative e momenti di networking che continuino anche dopo la convention. Vogliamo che “Agorà Sud” diventi nel tempo un laboratorio stabile di idee per il Mezzogiorno.
- State lavorando anche alla costruzione dell’“Agenda Agorà Sud”. Che tipo di documento sarà e quale valore potrà avere per il territorio?
Maristella Ridolfo:
Non sarà un semplice documento conclusivo. L’“Agenda Agorà Sud” vuole raccogliere proposte operative, priorità strategiche e linee guida emerse durante il confronto tra istituzioni, esperti, imprese e università. Sarà uno strumento di lavoro concreto che potrà accompagnare il dibattito sul futuro del Sud nei prossimi anni.
- Il programma prevede panel universitari, momenti di networking, tavole rotonde e spazi dedicati alle startup. Quanto spazio avranno concretamente i giovani dentro questa manifestazione?
Maristella Ridolfo:
I giovani saranno centrali. Non vogliamo che partecipino soltanto come spettatori. Vogliamo che siano protagonisti del dibattito. Per questo ci saranno spazi dedicati alle startup, al mondo universitario, all’innovazione e alle nuove professioni. Se il Sud vuole costruire il proprio futuro deve partire dal capitale umano e dalla valorizzazione delle nuove generazioni.
- Dopo il successo organizzativo del convegno sul PNRR, quanto ècresciuta Quater in termini di esperienza, struttura e capacità organizzativa?
Maristella Ridolfo:
Quella esperienza ci ha fatto crescere tantissimo. Organizzare un confronto di livello nazionale con ministri, dirigenti ministeriali, sindaci ed esperti ci ha permesso di consolidare competenze organizzative, relazioni istituzionali e capacità di coordinamento. Oggi Quater affronta “Agorà Sud” con maggiore maturità e con una squadra ancora più strutturata.
- Negli ultimi anni Quater si è distinta anche per progetti di marketing territoriale come la Sagra del Pistacchio Verde di Bronte. Quanto conta oggi la comunicazione nella valorizzazione dei territori?
Maristella Ridolfo:
Conta tantissimo. Oggi i territori devono imparare a raccontarsi meglio. La comunicazione non è più un elemento accessorio ma uno strumento strategico di sviluppo. Un evento, una manifestazione o un progetto territoriale funzionano davvero quando riescono a costruire identità, coinvolgimento e narrazione positiva. È questo il percorso che abbiamo cercato di costruire negli ultimi anni.
- “Agorà Sud” si svolgerà tra i Nebrodi, Villa Piccolo e la marina di Capo d’Orlando. Quanto è stata importante la scelta della location?
Maristella Ridolfo:
Moltissimo. Abbiamo scelto luoghi simbolici, capaci di raccontare il rapporto tra cultura, paesaggio e innovazione. Villa Piccolo rappresenta memoria e identità culturale, mentre la marina di Capo d’Orlando richiama apertura, connessioni e sviluppo mediterraneo. Anche i luoghi parlano e raccontano una visione del Sud.
- Avete già iniziato a lavorare sugli ospiti istituzionali e sui protagonisti della convention. Possiamo aspettarci nomi di rilievo nazionale ed europeo?
Maristella Ridolfo:
Stiamo lavorando a un programma molto importante. L’obiettivo è coinvolgere rappresentanti istituzionali, esperti di programmazione europea, imprenditori, docenti universitari e figure autorevoli del mondo economico e culturale. Vogliamo costruire un confronto di alto livello ma allo stesso tempo concreto e utile per i territori.
- Se dovesse sintetizzare in una frase il vero obiettivo di “Agorà Sud”, quale sarebbe il messaggio che vuole lasciare ai giovani e ai territori del Mezzogiorno?
Maristella Ridolfo:
Vorrei che passasse un messaggio molto semplice: il Sud non deve più sentirsi periferia. Ha tutte le potenzialità per diventare protagonista del futuro europeo e mediterraneo. Ma questo può avvenire soltanto se impariamo a fare rete, a costruire visioni condivise e a credere davvero nelle nostre capacità.
