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Maria Cutri – Una storia di famiglia, impegno sociale e imprenditoria al servizio della tradizione

Il riconoscimento conferito dal Rotary Club di Sant’Agata di Militello nell’ambito del premio “Donne Straordinarie” rappresenta per Maria Cutri il riconoscimento di un percorso personale e professionale costruito attraverso scelte coraggiose, impegno nella comunità e una profonda attenzione alla valorizzazione delle tradizioni e del lavoro femminile.

Originaria della Calabria, alla fine degli anni Settanta Maria Cutri frequenta la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Messina. Nel 1980, per motivi di salute, decide di interrompere gli studi. Nello stesso periodo sposa Amedeo Arcodia, conosciuto durante gli anni universitari, e si trasferisce a San Marco d’Alunzio, paese natale del marito, dove lui esercita la professione di medico.

Inizia quindi a lavorare come insegnante di Educazione Tecnica nelle scuole medie di San Marco d’Alunzio e Sant’Agata di Militello. Con la nascita dei suoi quattro figli, sceglie però di interrompere l’attività professionale per dedicarsi alla loro crescita.

Sono anni nei quali, pur mettendo temporaneamente da parte la carriera, Maria non rinuncia a un ruolo attivo nella società. Si impegna nella Caritas parrocchiale, sostenendo le famiglie in difficoltà, e assume la presidenza del CIF – Centro Italiano Femminile, promuovendo iniziative educative, ricreative e culturali e sostenendo le attività della scuola dell’infanzia, con un forte coinvolgimento della comunità di San Marco d’Alunzio.

Dal 1987 al 1998 partecipa inoltre attivamente alla vita scolastica dei propri figli, prima come rappresentante di classe e successivamente come Presidente del Consiglio d’Istituto. Nel 1989 entra anche nel direttivo della sezione di Capo d’Orlando dell’AMMI – Associazione Mogli Medici Italiani.

La scelta di ricominciare

Nel 1998, quando i figli sono ormai cresciuti, Maria sente l’esigenza di rientrare nel mondo del lavoro. Non desidera semplicemente trovare un’occupazione: cerca un’attività che le permetta di costruire un nuovo percorso professionale senza allontanarsi dalla propria famiglia e dal territorio in cui vive.

È proprio in quel momento che incontra una realtà destinata a cambiare il corso della sua vita.

A San Marco d’Alunzio scopre due anziane tessitrici, tra le ultime depositarie dell’antica arte della tessitura tradizionale al telaio. Le osserva lavorare e comprende immediatamente il valore di quel patrimonio di conoscenze, gesti e tecniche tramandati per generazioni e ormai a rischio di scomparire.

Da quell’incontro nasce un’intuizione: trasformare la tutela di una tradizione in un progetto capace di creare nuove competenze, lavoro e opportunità per altre donne.

Fonda così l’associazione “L’Antico Telaio”, coinvolgendo circa venti donne e due uomini, e organizza un primo corso di tessitura proprio presso l’abitazione delle anziane tessitrici. Sono loro a diventare le maestre, trasmettendo ai partecipanti tecniche e saperi che fino a quel momento erano sopravvissuti soprattutto attraverso la tradizione orale e familiare.

In questo modo, un sapere custodito da pochissime persone comincia nuovamente a circolare e a essere trasmesso alle generazioni successive.

Dalla tradizione all’impresa

Poco tempo dopo, Maria viene a conoscenza di un percorso per la creazione d’impresa femminile, organizzato da Confartigianato Palermo e Formaper Milano e finanziato dall’Unione Europea.

Presenta la propria candidatura con un progetto preciso: recuperare e valorizzare l’antica arte della tessitura sui tradizionali telai in legno, trasformandola in un’attività imprenditoriale contemporanea senza perderne l’identità artigianale.

Il progetto viene selezionato.

Maria frequenta per un anno il percorso di formazione dedicato alla creazione d’impresa e, parallelamente, presenta la richiesta di accesso al prestito d’onore. Ottenuto il finanziamento necessario per avviare l’attività, nel 2000 nasce “La Tela di Penelope” di Maria Cutri.

Il laboratorio diventa il luogo nel quale tradizione e impresa si incontrano: tecniche antiche vengono recuperate, tramandate e reinterpretate, restituendo valore economico e professionale a competenze artigianali che per lungo tempo erano state considerate semplicemente attività domestiche.

Alla base del progetto c’è infatti anche una convinzione molto forte: il lavoro tradizionalmente svolto dalle donne nelle case – tessitura, ricamo e lavorazioni manuali – rappresenta una vera competenza professionale, fatta di esperienza, precisione, creatività e moltissime ore di lavoro, e come tale merita di essere riconosciuta e valorizzata.

Dal territorio ai mercati nazionali e internazionali

Per far conoscere il progetto, Maria partecipa negli anni successivi a numerose fiere e manifestazioni di settore, in Italia e all’estero, portando fuori dai confini siciliani la storia, i prodotti e il patrimonio artigianale legati alla tessitura tradizionale.

Nel 2005, sopra il laboratorio di tessitura, nasce anche un Bed & Breakfast, inizialmente pensato soprattutto per accogliere le allieve che arrivano da altre località per partecipare ai corsi e avvicinarsi a questa antica arte.

L’attività continua così a svilupparsi attorno a un’idea che va oltre la semplice produzione artigianale: creare un luogo nel quale impresa, formazione, ospitalità e trasmissione della cultura locale possano convivere.

Un percorso che porta, nel 2010, all’apertura di un negozio monomarca nel centro di Milano, segnando un ulteriore passaggio nella crescita e nella diffusione del progetto.

Una storia che parla anche alle donne di oggi

La storia di Maria Cutri è anche quella di molte donne che, dopo aver dedicato una parte importante della propria vita alla famiglia, si trovano a dover ricostruire un percorso professionale quasi da zero.

Maria lo ha fatto partendo da ciò che aveva intorno a sé: il proprio territorio, il sapere delle donne più anziane, una tradizione che rischiava di essere dimenticata e la convinzione che quel patrimonio potesse avere ancora un futuro.

È riuscita così a trasformare la tutela della memoria in formazione, la competenza artigianale in lavoro e una tradizione locale in un progetto imprenditoriale capace di guardare oltre i confini della Sicilia.

Il premio “Donne Straordinarie” del Rotary Club di Sant’Agata di Militello riconosce quindi non soltanto un percorso imprenditoriale, ma una storia nella quale si intrecciano famiglia, partecipazione sociale, emancipazione femminile, valorizzazione del territorio e salvaguardia di un patrimonio culturale che appartiene alla comunità.

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