Santo Stefano di Camastra, notte di fuoco al Letto Santo: cento ettari in cenere, case minacciate
Le fiamme hanno interessato le contrade Vegna, Settere, Serra Sant’Antonio e Felicita, arrivando a lambire abitazioni, aziende agricole e il Santuario. Famiglie evacuate, animali messi in salvo e un settantenne soccorso dai Vigili del Fuoco. Dall’alba in azione due Canadair e un elicottero. Restano da accertare le cause del rogo.
SANTO STEFANO DI CAMASTRA – Una notte di paura, di fiamme e di incessante lavoro per Vigili del Fuoco, Forestale, Protezione civile, Carabinieri e volontari. È pesante il bilancio dell’incendio che tra la sera di venerdì 28 e la mattina di sabato 29 agosto ha devastato una vasta area del territorio di Santo Stefano di Camastra, interessando in particolare la zona del Santuario del Letto Santo e le contrade Vegna, Settere, Serra Sant’Antonio e Felicita.
Spinto dal vento e favorito dalle alte temperature, il fuoco si è rapidamente esteso attraverso la vegetazione, arrivando pericolosamente vicino ad abitazioni, aziende agricole, strutture rurali e case utilizzate per la villeggiatura. Per precauzione alcune famiglie sono state evacuate.
Particolarmente delicata la situazione attorno al Santuario del Letto Santo, uno dei luoghi simbolo della devozione e dell’identità della comunità stefanese. Le fiamme sono arrivate a lambire l’area del Santuario mentre le squadre antincendio lavoravano per impedire che il fronte avanzasse ulteriormente.
Animali trasferiti e un settantenne portato in salvo
Durante le ore più difficili dell’emergenza si sono susseguiti numerosi interventi. In un’azienda zootecnica è stato necessario trasferire bovini e caprini nel cortile del Santuario, per sottrarli all’avanzare delle fiamme.
Momenti di particolare apprensione si sono vissuti anche nei pressi di un casolare comunale utilizzato dal comitato per i festeggiamenti del Letto Santo, all’interno del quale si trovava un serbatoio di gas. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha consentito di mettere in sicurezza la struttura e scongiurare conseguenze ben più gravi.
Uno degli episodi più drammatici ha riguardato un uomo di circa settant’anni che, nonostante l’avvicinarsi del fuoco, non voleva lasciare la propria abitazione. Tre Vigili del Fuoco volontari del distaccamento di Mistretta sono riusciti a raggiungerlo e a convincerlo ad abbandonare la casa, portandolo in salvo.
Per oltre dodici ore hanno operato squadre dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale e della Protezione civile, insieme ai Carabinieri, agli operai comunali e ai volontari. Con le prime luci dell’alba è stato finalmente possibile utilizzare anche i mezzi aerei: due Canadair e un elicottero hanno effettuato numerosi lanci sui focolai ancora attivi.
Intorno alle 9 di sabato mattina l’incendio è stato circoscritto e la situazione riportata sotto controllo, anche se sono proseguite le operazioni di bonifica e sorveglianza sui focolai residui.
Circa cento ettari di vegetazione distrutti
Il danno ambientale è considerevole. Secondo le prime stime diffuse sul territorio, circa cento ettari di vegetazione sono stati distrutti dalle fiamme. Un patrimonio naturalistico cancellato nel giro di poche ore, al quale potrebbero aggiungersi danni alle attività agricole la cui entità dovrà essere valutata con maggiore precisione nei prossimi giorni.
Non risultano, allo stato delle informazioni disponibili, vittime. Il dato più importante rimane quindi quello delle vite umane salvaguardate grazie all’imponente macchina dei soccorsi e all’impegno di quanti hanno lavorato per tutta la notte.
Resta, invece, da accertare con precisione l’origine dell’incendio. Al momento non vi sono elementi pubblicamente disponibili che consentano di affermare con certezza una matrice dolosa. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire come e perché il rogo abbia avuto origine.
