Paola Daniela Virgilio (ANPE) : quando il luogo concorre ad un evento formativo: a Testa di Monaco la residenziale dell’Ambito 27
È proprio l’esperienza realizzata a Testa di Monaco Natural Beach, a Capo d’Orlando, ad aggiungere un ulteriore elemento di riflessione al progetto: la scelta del luogo come componente intenzionale del processo formativo.
Non una semplice struttura chiamata a ospitare un percorso, dunque, ma un ambiente capace di concorrere alla sua costruzione.
“Affacciata sul mare, immersa in un contesto naturale che conserva una dimensione raccolta e protetta, Testa di Monaco offre una pluralità di spazi che permette alla formazione di modificare continuamente linguaggi e setting: la spiaggia, il mare, gli spazi aperti, le terrazze, i percorsi esterni, la luce naturale e quella della sera diventano elementi con i quali progettare esperienze differenti.
È ciò che è accaduto durante la residenziale dell’Ambito 27: il mare è diventato ambiente pedagogico, la spiaggia spazio laboratoriale, la notte occasione di ascolto e riflessione; yoga con la maestra Sabrina Provasoli, insegnante con una consolidata esperienza nel Viniyoga e nello Yoga Nidra, meditazione, narrazione, movimento, attività sensoriali e momenti di silenzio hanno trovato nel luogo non una cornice scenografica, ma una parte integrante del metodo”.
..A sottolinearlo è la dott.ssa Paola Daniela Virgilio, pedagogista e Vice Presidente nazionale dell’ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani, che proprio nell’esperienza di Capo d’Orlando individua il valore di una formazione capace di uscire dai luoghi convenzionalmente destinati all’apprendimento.
“Un luogo di formazione non è mai neutro – ha affermato Daniela Virgilio -lo spazio interviene sui processi cognitivi, relazionali ed emotivi delle persone e, quando viene scelto e progettato intenzionalmente, può diventare esso stesso un dispositivo pedagogico. Testa di Monaco possiede da questo punto di vista caratteristiche particolarmente interessanti: l’apertura dello sguardo verso il mare, la relazione continua con gli elementi naturali, l’alternanza tra spazi raccolti e spazi aperti, la possibilità di lavorare sul movimento, sul silenzio, sulla percezione e sulla relazione consentono di costruire setting formativi ad alta intensità esperienziale”
Ma la riflessione della Virgilio va oltre il mondo della scuola.
«La pedagogia contemporanea non riguarda esclusivamente l’infanzia o i contesti scolastici: riguarda la persona lungo tutto l’arco della vita e, quindi, anche le organizzazioni nelle quali quella persona opera. Un’impresa è fatta prima di tutto di persone, relazioni, competenze, responsabilità, capacità di adattamento e visioni condivise. Formare una risorsa umana significa creare condizioni nelle quali possa osservare diversamente ciò che fa, riconoscere le proprie competenze, confrontarsi con gli altri e trasformare l’esperienza in consapevolezza professionale.»
È in questa prospettiva che una location come Testa di Monaco assume una funzione ulteriore.
Allontanarsi temporaneamente dai luoghi abituali di lavoro, modificare il setting, incontrare il silenzio e l’ampiezza di uno spazio naturale, lavorare in gruppo fuori dalle consuete gerarchie spaziali dell’ufficio o dell’aula significa creare una discontinuità intenzionale. E proprio la discontinuità può diventare il punto di partenza per osservare diversamente dinamiche, ruoli, comportamenti e modalità relazionali.
«Il mare, in questo senso, non è decorazione, prosegue Virgilio. È un elemento che modifica la percezione dello spazio e introduce profondità, distanza, orizzonte. Pedagogicamente sono dimensioni potentissime: l’orizzonte richiama la possibilità, il movimento richiama il cambiamento, l’apertura dello spazio favorisce il decentramento dello sguardo. Se tutto questo viene inserito all’interno di una progettazione metodologicamente rigorosa, l’esperienza non rimane emozione: diventa apprendimento, competenza e riflessività professionale.»
Ed è probabilmente questo uno degli elementi più interessanti emersi dall’esperienza dell’Ambito 27: aver mostrato concretamente come un luogo possa diventare parte dell’architettura della formazione.
Testa di Monaco si configura così come un ambiente privilegiato per una formazione esperienziale e residenziale che può rivolgersi a mondi differenti: scuola e università, certamente, ma anche imprese, professionisti, gruppi di lavoro e organizzazioni interessate a investire sul proprio capitale umano.
Non perché un panorama suggestivo sia sufficiente a produrre apprendimento. Ma per una ragione pedagogicamente più profonda: perché, quando spazio, metodo e obiettivi vengono progettati insieme, cambiare luogo può aiutare le persone a cambiare prospettiva.
Ed è da una prospettiva nuova che spesso iniziano i processi più autentici di crescita professionale e organizzativa
