Valdemone Domus Festival, a Capo d’Orlando un nuovo capitolo del viaggio culturale lungo la costa nord-orientale della Sicilia
Al Vuelle Residence arte, musica, memoria e dialogo tra i popoli si sono intrecciati in una tappa che ha trasformato gli spazi espositivi in un’esperienza unica, confermando la Sicilia come luogo d’incontro delle culture del Mediterraneo.
Si è concluso con grande partecipazione il secondo appuntamento del Valdemone Domus Festival, l’itinerario culturale che attraversa la costa nord-orientale della Sicilia valorizzandone il patrimonio storico, artistico e umano. La tappa di Capo d’Orlando, ospitata nella suggestiva cornice del Vuelle Residence, ha rappresentato un’esperienza originale, capace di coniugare arte, musica, riflessione e partecipazione.
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è stato il nuovo allestimento delle trentotto pergamene artistiche che accompagnano il Festival. A Capo d’Orlando, infatti, esse hanno assunto una configurazione espositiva completamente diversa rispetto alle precedenti tappe, adattandosi agli spazi, alla superficie e alla particolare fisicità del luogo ospitante.

Ogni appuntamento del Valdemone Domus Festival propone infatti una rilettura dell’esposizione, trasformando le pergamene in un’installazione sempre nuova, capace di dialogare con il contesto architettonico e paesaggistico che le accoglie. L’allestimento è stato curato dall’architetto Vincenzo Merlo insieme alla direttrice artistica del Festival Antonietta Filangeri, confermando come ogni sede diventi parte integrante del racconto culturale.
Gli organizzatori hanno rivolto un sentito ringraziamento alla famiglia Chiofalo e, in particolare, a Clarice Chiofalo, per la generosa ospitalità e per avere aperto le porte del Vuelle Residence a un progetto che continua a costruire relazioni tra persone, luoghi e culture.
Grande entusiasmo hanno suscitato i bambini della colonia estiva, protagonisti dell’extempore artistica svoltasi durante la mattinata sulla spiaggia antistante il residence.

Guidati nelle attività creative, hanno realizzato una serie di vele artistiche che, al termine della giornata, sono diventate parte integrante dell’esposizione serale. Le opere resteranno custodite all’interno del Vuelle Residence, autentico albergo d’arte, entrando a far parte del suo patrimonio artistico come testimonianza permanente dell’incontro tra il Festival e la comunità.
Ad arricchire il programma sono stati gli interventi musicali di Nadia Impalà, Federico Chiofalo e Maria Cristina Chiofalo, mentre il professor Salvatore Mocera ha accompagnato il pubblico in un interessante approfondimento dedicato alla figura di Gino Paoli.

Di grande intensità anche la testimonianza dell’ambasciatrice Titti Cortese, del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta in Libano, che ha raccontato la complessa e drammatica realtà del Paese mediorientale, offrendo una riflessione di grande valore umano.
Un momento particolarmente significativo è stato dedicato alle artiste Silvia Ripoll e Loretta Galvan. La prima, pittrice di origine catalana, vive ormai da oltre quarant’anni in Sicilia ed è oggi pienamente parte della comunità orlandina; la seconda, originaria di Bassano del Grappa e raffinata incisora, ha scelto anch’essa la Sicilia come propria terra di vita e di espressione artistica.

Le loro storie rappresentano il significato più profondo del Valdemone Domus Festival: una Sicilia che continua a essere crocevia del Mediterraneo, capace di accogliere donne e uomini provenienti da culture diverse e di trasformare questa pluralità in una ricchezza condivisa. Non semplicemente un luogo di approdo, ma uno spazio in cui identità differenti si incontrano, si integrano e contribuiscono ad arricchire il patrimonio culturale dell’Isola.
Proprio questo è uno degli obiettivi del Festival: riportare alla luce esperienze umane e artistiche spesso poco conosciute, valorizzando quelle presenze che, nel tempo, hanno contribuito a rendere ancora più ricca e poliedrica la cultura siciliana.
Il Valdemone Domus Festival prosegue così il suo cammino come laboratorio culturale itinerante, capace di rinnovarsi a ogni tappa, trasformando ogni luogo in un’esperienza unica e irripetibile, dove arte, memoria, paesaggio e partecipazione diventano gli strumenti attraverso cui raccontare l’identità autentica della Sicilia.
