Italia nella morsa del caldo: 25 città da bollino rosso, primi decessi e allarme per fragili e lavoratori
L’ondata africana spinge le temperature verso i 40 gradi. Il Ministero della Salute segnala il massimo livello di rischio in quasi tutte le città monitorate. A Genova due anziani morti per cause legate al caldo, mentre si attendono temporali e un graduale cambio del quadro meteo
L’Italia affronta una delle fasi più critiche dell’estate 2026. L’ondata di calore che da giorni investe la Penisola ha portato il Ministero della Salute ad alzare il livello di allerta: per oggi, martedì 30 giugno, e per mercoledì 1° luglio, sono 25 le città contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di rischio sanitario previsto dal sistema nazionale di sorveglianza. Il Ministero monitora complessivamente 27 città e pubblica bollettini quotidiani sulle ondate di calore dal 25 maggio al 20 settembre.
Il bollino rosso non indica soltanto temperature elevate, ma una condizione di emergenza climatica con possibili effetti negativi sulla salute, non solo per anziani, bambini e malati cronici, ma anche per persone sane esposte a lungo al sole o impegnate in attività fisiche e lavorative all’aperto. In molte aree del Paese le massime si avvicinano ai 40 gradi, con notti tropicali che rendono più difficile il recupero dell’organismo.
Il bilancio sanitario comincia purtroppo ad aggravarsi. A Genova sono stati segnalati due decessi riconducibili agli effetti dell’ondata di calore: un uomo di 86 anni e una donna anziana ricoverati al Policlinico San Martino. Secondo le ricostruzioni, i casi sono legati a condizioni di forte disidratazione e aggravamento del quadro clinico dovuto alle temperature estreme.
L’emergenza riguarda anche il mondo del lavoro. Le categorie più esposte sono braccianti agricoli, operai edili, addetti alla logistica, manutentori, rider e tutti coloro che svolgono mansioni in ambienti non climatizzati o sotto il sole. RaiNews segnala anche la morte di un bracciante nel Mantovano, mentre cresce l’attenzione sulle misure di prevenzione nei cantieri e nei campi.
Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l’esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, bere spesso anche in assenza di sete, consumare pasti leggeri, ridurre l’attività fisica intensa e controllare con maggiore frequenza anziani soli e persone fragili. Particolare attenzione è richiesta anche per chi assume farmaci, soffre di patologie cardiovascolari o respiratorie, oppure vive in abitazioni poco ventilate.
Il caldo, tuttavia, potrebbe iniziare ad attenuarsi nei prossimi giorni. Secondo le previsioni, l’ingresso di correnti più instabili porterà temporali anche intensi, grandinate e un calo termico soprattutto al Nord e nelle aree interne. La fase di transizione, però, non sarà priva di rischi: la Protezione Civile ha indicato criticità legate al maltempo in diverse regioni, segno che l’Italia passerà in poche ore dall’emergenza caldo al rischio di fenomeni violenti.
Questa nuova ondata di calore conferma una tendenza ormai evidente: le estati italiane sono sempre più lunghe, intense e difficili da gestire sul piano sanitario, sociale ed economico. Non si tratta più solo di un disagio stagionale, ma di una vera questione di salute pubblica, che impone prevenzione, organizzazione dei servizi territoriali e una maggiore tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.
