Von der Leyen: “Prezzi dell’elettricità in Ue strutturalmente troppo alti”
A Parigi il summit internazionale per il rilancio del nucleare civile
PARIGI – “I prezzi dell’elettricità in Europa sono strutturalmente troppo elevati. Questo è estremamente importante, perché l’elettricità a prezzi accessibili non è essenziale solo per il costo della vita dei nostri cittadini, ma è anche determinante per la competitività delle industrie”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al vertice mondiale sull’energia nucleare. L’Ue dipende “completamente” da importazioni fossili “costose e volatili” e “l’attuale crisi in Medio Oriente ci ricorda in modo crudo le vulnerabilità che ciò comporta”, ha osservato.
Contribuire al rilancio del nucleare civile: questo l’obiettivo del secondo vertice internazionale sul nucleare che oggi vede riuniti alla Seine Musicale di Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi, i rappresentanti di una quarantina di Paesi. Per l’Italia, interverrà il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Organizzato dalla Francia, una delle principali potenze atomiche al mondo (con 57 reattori nucleari), il summit vede anche la partecipazione di emissari di Usa e Cina, ma anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Non parteciperà invece la Russia, altro colosso del settore, a causa della guerra in Ucraina.https://d-33257084612474557982.ampproject.net/2601162341000/frame.html
Dopo una prima edizione a Bruxelles lo scorso anno, l’incontro in partenariato con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) per una ”energia sicura e accessibile a tutti”, si apre in un contesto di forti tensioni legate alla guerra in Medio Oriente. Caduto in disgrazia dopo l’incidente di Fukushima, nel 2011, l’atomo civile torna a suscitare rinnovato interesse al livello globale, sospinto da necessità di sovranità energetica e produzione di energia a basso livello di Co2 per lottare contro i cambiamenti climatici.
Oggi, il nucleare rappresenta il 10% dell’elettricità prodotta nel mondo, con 450 reattori in una trentina di Paesi. Ma da qualche anno una ”quarantina di (altri) Paesi hanno espresso un fermo interesse”, ha detto lunedì il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, citando il Sudafrica e l’Argentina. Tra gli obiettivi del summit, ”identificare le misure pratiche necessarie alla loro introduzione e stabilire una road map per il 2050″. Forte della sua leadership in materia nucleare, la Francia spera di contribuire all’affermazione di una ”nuova dinamica”, nel solco della dichiarazione della COP28 di Dubaï, che punta a triplicare le capacità atomiche civili entro il 2050.
