Approfondimento

SINAGRA – Legalità e rispetto delle donne: il premio agli studenti nel nome del giurista Antonio Pagliaro


L’8 ottobre a Palazzo Salleo la terza edizione di “Emancipazione femminile e legalità: la violenza di genere in Sicilia”. Al centro dell’iniziativa anche il riconoscimento dedicato alla memoria dell’illustre penalista siciliano, docente universitario e Accademico dei Lincei. Un premio che lega la formazione delle nuove generazioni ai valori della legalità, della responsabilità e della dignità della persona.


SINAGRA – Non soltanto una premiazione, ma un momento nel quale la memoria di una delle personalità più autorevoli della cultura giuridica siciliana incontra le nuove generazioni e diventa occasione per riflettere sulla legalità, sulla dignità della persona e sul rispetto delle donne.
È questo uno degli aspetti di maggiore rilievo della terza edizione di “Emancipazione femminile e legalità: la violenza di genere in Sicilia”, in programma l’8 ottobre a Palazzo Salleo, a Sinagra.
Nell’ambito della manifestazione sarà infatti assegnato agli studenti un riconoscimento nel nome di Antonio Pagliaro, figura di primo piano della scienza penalistica italiana, professore universitario tra Messina e Palermo e Accademico dei Lincei.


Una scelta dal forte valore simbolico. Intitolare un premio rivolto agli studenti a un giurista significa infatti stabilire un ponte tra lo studio del diritto e la formazione civile, ricordando che la legalità non coincide soltanto con l’esistenza delle norme, ma vive nella capacità di comprenderne i principi e di trasformarli in comportamenti quotidiani.
La cultura giuridica come strumento di formazione
Il tema della violenza contro le donne richiede certamente risposte sul piano giudiziario e istituzionale, ma pone anche una questione più profonda, che riguarda l’educazione.
Il contrasto alla violenza di genere passa dalla capacità di riconoscere la dignità e la libertà dell’altra persona, dal rifiuto della sopraffazione e dalla costruzione di relazioni fondate sul rispetto. Per questa ragione coinvolgere gli studenti assume un significato particolare: la prevenzione comincia molto prima dell’intervento della giustizia e passa attraverso la scuola, le famiglie e tutti i luoghi nei quali si forma la coscienza civile dei giovani.
In questo contesto il richiamo ad Antonio Pagliaro acquista una dimensione che supera la commemorazione.
Il diritto penale, infatti, interviene quando un equilibrio sociale è già stato infranto e quando una condotta ha oltrepassato i limiti stabiliti dall’ordinamento. Una società matura, tuttavia, non può affidare esclusivamente alla sanzione penale il compito di contrastare fenomeni complessi come la violenza di genere. Occorre lavorare anche sulla prevenzione, sull’educazione sentimentale e civile, sulla consapevolezza dei diritti e dei doveri e sulla responsabilità individuale.
Antonio Pagliaro, un nome della grande scuola penalistica
La figura di Antonio Pagliaro appartiene alla storia della cultura giuridica italiana e siciliana.
Studioso e docente, legato alle università di Messina e Palermo, Pagliaro ha rappresentato una stagione nella quale la ricerca giuridica, l’insegnamento universitario e la riflessione sui fondamenti della responsabilità penale costituivano anche strumenti attraverso i quali interrogarsi sul rapporto fra individuo, Stato e società.
La sua appartenenza all’Accademia Nazionale dei Lincei testimonia la dimensione scientifica raggiunta dalla sua attività.
Proprio per questo la scelta di associarne il nome a un riconoscimento destinato ai giovani assume un significato particolare: non celebra soltanto un’importante personalità del mondo accademico, ma propone agli studenti il valore dello studio, della conoscenza e della responsabilità come strumenti indispensabili per costruire una società più consapevole.
Legalità e rispetto della donna: una responsabilità collettiva
La manifestazione di Sinagra pone quindi sullo stesso terreno due parole fondamentali: legalità e rispetto.
La violenza contro le donne non può essere considerata esclusivamente un problema di ordine pubblico o giudiziario. È un fenomeno che interpella la cultura di una comunità e il modo in cui vengono concepiti i rapporti umani, la libertà individuale, l’uguaglianza e la dignità.
Da qui l’importanza di iniziative che coinvolgano direttamente gli studenti. Parlare ai giovani significa intervenire nel momento in cui si costruiscono modelli di comportamento, relazioni e valori destinati ad accompagnarli nell’età adulta.
Il premio dedicato ad Antonio Pagliaro diventa così parte integrante del messaggio della giornata: la legalità deve essere conosciuta prima ancora di essere invocata e il rispetto deve diventare cultura prima ancora che una sua violazione renda necessario l’intervento della legge.
Da Sinagra un messaggio rivolto alle nuove generazioni
Palazzo Salleo diventa dunque il luogo di un incontro fra memoria, diritto e futuro.
Ricordare un grande giurista attraverso gli studenti significa evitare che la memoria rimanga confinata nella celebrazione. Significa trasformarla in testimonianza e affidarla a chi sarà chiamato a costruire la società di domani.
Ed è forse proprio questo il significato più profondo dell’iniziativa: fare della conoscenza uno strumento di libertà e della cultura della legalità una forma concreta di prevenzione.
Perché il contrasto alla violenza di genere non comincia soltanto nelle aule dei tribunali. Comincia nelle scuole, nelle famiglie, nelle parole utilizzate ogni giorno e nella capacità di riconoscere nell’altro una persona titolare della stessa libertà e della stessa dignità.
In questo percorso, il nome di Antonio Pagliaro consegnato simbolicamente agli studenti assume il valore di un’eredità: quella di una cultura giuridica che non rimane chiusa nei codici e nelle università, ma diventa coscienza civile, responsabilità e rispetto della persona.

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