Castel di Tusa celebra San Giorgio tra fede, storia e rievocazione medievale
Il 25 aprile una giornata di tradizione e cultura: liturgie, apertura del castello, performance artistiche e degustazioni per riscoprire le radici del territorio
di Ivo Marvelli
Il 25 aprile, la comunità di Castel di Tusa ha vissuto una giornata intensa di fede, memoria e valorizzazione delle tradizioni in occasione dei festeggiamenti dedicati a San Giorgio, Santo Cavaliere profondamente legato alla storia e all’identità del territorio.
L’iniziativa, promossa dall’ANSPI Camminiamo Insieme di Castel di Tusa in collaborazione con la Parrocchia Maria Santissima della Catena, ha avuto come obiettivo principale quello di riportare alla luce un’antica tradizione popolare legata al culto di San Giorgio, trasformando la ricorrenza in un momento di partecipazione collettiva e riscoperta delle radici storiche locali.


La devozione a San Giorgio a Castel di Tusa affonda le proprie radici in una suggestiva leggenda tramandata dai cronisti medievali. Secondo la tradizione, la nave di Ruggero II d’Altavilla, mentre navigava lungo la costa tirrenica, venne sorpresa da una violenta tempesta proprio nelle acque antistanti la Marina di Tusa.
Preso dallo sconforto e temendo per la sorte dell’equipaggio, il sovrano si affidò al Santissimo Salvatore, implorando la salvezza. In quel momento apparve la figura di San Giorgio, che guidò miracolosamente la nave fuori dalla tempesta conducendola in salvo.
Secondo la tradizione, Ruggero II fece voto che, una volta salvo, avrebbe edificato un grande santuario in onore del Signore nel primo luogo in cui avesse toccato terra. Il voto venne mantenuto con la costruzione della magnifica cattedrale nella città di Cefalù, dedicata al Santissimo Salvatore, che conserva al suo interno una cappella dedicata proprio a San Giorgio.
Nel luogo in prossimità delle acque dove sarebbe avvenuta l’apparizione del Santo venne successivamente edificato un castello-fortezza che prese il nome di Castel San Giorgio, consacrando simbolicamente le terre della Marina di Tusa al Santo Cavaliere.

La manifestazione del 25 aprile ha rappresentato un primo importante passo verso la realizzazione di una rievocazione storica di ispirazione medievale che l’ANSPI Camminiamo Insieme intende consolidare negli anni futuri, rendendola un appuntamento stabile non solo religioso, ma anche folkloristico e culturale.
La giornata si è aperta con le celebrazioni religiose in onore del Santo, svoltesi tra la Cappella di San Giorgio e la Santa Messa celebrata in Piazza Castello, seguite dalla processione che ha coinvolto numerosi fedeli e visitatori in un clima di intensa partecipazione e devozione.


A rendere ancora più suggestiva la manifestazione è stata la performance musicale dell’artista Renato Militello, figura conosciuta nell’ambito della ricerca vocale e delle arti performative legate al territorio e alle iniziative culturali locali. Militello si distingue per una particolare attenzione all’uso espressivo della voce come strumento narrativo e musicale.
Nel corso della giornata l’artista ha interpretato un cantico dedicato alla leggenda di San Giorgio, offrendo al pubblico un momento di forte intensità emotiva e contribuendo a rafforzare il legame tra la tradizione storica e l’espressione artistica contemporanea.


Un importante contributo alla riuscita dell’evento è stato offerto anche dall’azienda Casalini Natural Bio, che per l’occasione ha messo a disposizione prodotti tipici locali per degustazioni e assaggi, valorizzando le eccellenze gastronomiche del territorio.
Il castello aperto alla comunità
Tra gli elementi più apprezzati della giornata vi è stata l’apertura straordinaria del castello, che ha consentito ai visitatori di accedere al maniero e scoprirne la storia e gli ambienti interni. Durante tutta la manifestazione, il castello è stato oggetto di un continuo afflusso di visitatori, curiosi di conoscere più da vicino uno dei simboli storici del territorio.

Un appuntamento destinato a diventare tradizione
La manifestazione del 25 aprile ha rappresentato non soltanto un momento di devozione religiosa, ma anche un’occasione di promozione culturale e valorizzazione dell’identità locale. L’impegno degli organizzatori mira a trasformare questa rievocazione in un appuntamento annuale capace di coniugare spiritualità, storia e tradizione popolare.
Una giornata che ha saputo restituire alla comunità di Castel di Tusa il senso profondo di una memoria condivisa, riportando alla luce una tradizione antica che continua a vivere tra leggenda, fede e partecipazione collettiva.
