Referendum sulla giustizia 2026: netta vittoria del No nei comuni dell’area di Mistretta e Santo Stefano di Camastra
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 2026 ha visto una chiara affermazione del No in tutta la Sicilia e, in modo ancora più netto, nei comuni dell’area compresa tra i Nebrodi e la costa tirrenica messinese.
Nei centri di Tusa, Santo Stefano di Camastra, Mistretta, Castel di Lucio, Pettineo, Motta d’Affermo e Reitano, il voto ha evidenziato una tendenza uniforme: in tutti i comuni ha prevalso il No con percentuali ampie, in linea con il risultato regionale che ha superato il 60%.
A Tusa, il No ha raccolto una percentuale compresa tra il 67% e il 69%, lasciando al Sì circa il 31–33% dei consensi. Un dato simile si registra anche a Motta d’Affermo, dove il No si è confermato tra i più alti della zona.
A Santo Stefano di Camastra, centro di riferimento per il comprensorio, il No ha raggiunto percentuali comprese tra il 64% e il 66%, mentre il Sì si è fermato tra il 34% e il 36%.
Anche a Mistretta si registra una netta affermazione del No, con valori tra il 66% e il 68%, confermando la tendenza generale dell’entroterra nebroideo.
Percentuali analoghe si registrano inoltre nei comuni di Castel di Lucio, Pettineo e Reitano, dove il No si colloca stabilmente tra il 64% e il 68%, lasciando al Sì una quota compresa tra il 32% e il 36%.
Il risultato locale si inserisce in un quadro regionale molto chiaro. In Sicilia il No ha superato il 61%, uno dei risultati più netti registrati a livello nazionale.
L’affluenza nell’isola si è attestata intorno al 46%, valore inferiore rispetto alla media nazionale, ma comunque sufficiente a determinare un esito netto del referendum.
A livello nazionale, il No ha prevalso con circa il 54–55% dei voti, determinando la bocciatura della riforma costituzionale sulla giustizia, che non entrerà quindi in vigore.
L’area compresa tra Mistretta e Santo Stefano di Camastra si conferma dunque in linea con la tendenza siciliana, mostrando una chiara preferenza per il mantenimento dell’attuale assetto della giustizia.
La sostanziale uniformità dei risultati tra i diversi comuni indica una forte coerenza nel comportamento elettorale del territorio, con percentuali molto simili tra centri costieri e interni.
Il referendum sulla giustizia si chiude quindi, anche nei comuni del comprensorio nebroideo, con un esito netto che contribuisce al risultato nazionale: la riforma non sarà attuata
