Referendum giustizia 2026, vince il No: riforma respinta dagli elettori. Sicilia tra le regioni con il risultato più netto
Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia: bocciato il progetto di modifica dell’ordinamento giudiziario
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 2026 si chiude con una chiara affermazione del No a livello nazionale, determinando la bocciatura della riforma e la mancata entrata in vigore delle modifiche previste all’ordinamento giudiziario.
Secondo gli ultimi dati disponibili, basati sugli scrutini quasi completi del Ministero dell’Interno e sulle principali proiezioni ufficiali, il No si è attestato tra il 54% e il 55% dei voti, mentre il Sì ha raccolto circa il 45–46%. L’affluenza nazionale si è collocata tra il 58% e il 59% degli aventi diritto, un dato significativo che ha confermato l’ampia partecipazione degli elettori a una consultazione considerata tra le più rilevanti degli ultimi anni.
La vittoria del No ha impedito l’entrata in vigore della riforma costituzionale sulla giustizia, che mirava principalmente alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e alla riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura. Trattandosi di referendum costituzionale, era sufficiente la maggioranza dei voti validi per approvare o respingere la riforma: la prevalenza del No ha quindi sancito definitivamente lo stop al progetto.
Dall’analisi territoriale emerge come il No sia risultato prevalente nella gran parte del Paese, mentre il Sì ha ottenuto risultati migliori soprattutto in alcune regioni del Nord, tra cui Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Un contributo significativo alla vittoria del No sarebbe arrivato anche dalle fasce più giovani della popolazione, in particolare tra i cittadini compresi tra i 18 e i 34 anni.
Il risultato referendario rappresenta anche un passaggio politico rilevante a livello nazionale. L’esito della consultazione è stato interpretato come una battuta d’arresto per il governo guidato da Giorgia Meloni, promotore della riforma, anche se la presidente del Consiglio ha dichiarato di rispettare il voto degli elettori e di non avere intenzione di rassegnare le dimissioni.
In Sicilia il risultato ha mostrato una tendenza ancora più marcata rispetto al quadro nazionale. Nell’isola il No ha superato il 61% dei consensi, collocando la regione tra quelle con lo scarto più ampio a favore della bocciatura della riforma. L’affluenza si è attestata intorno al 46%, inferiore alla media nazionale ma comunque significativa ai fini dell’esito finale.
Nel complesso, il referendum sulla giustizia del 2026 si chiude dunque con un risultato netto sia a livello nazionale sia nel contesto regionale siciliano, confermando una tendenza diffusa alla conservazione dell’attuale assetto dell’ordinamento giudiziario. Lo spoglio, concluso nelle ore successive alla chiusura delle urne avvenuta alle 15:00, ha consolidato un esito ormai considerato definitivo.
