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Mistretta, nuovo volto per l’ospedale SS. Salvatore: riapre lo storico ingresso


Completati gli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza del presidio. Alla cerimonia il direttore generale dell’ASP di Messina Giuseppe Cuccì, la dirigenza ospedaliera, il sindaco Sebastiano Sanzarello, le autorità, il personale sanitario e le associazioni del territorio. Restituiti alla piena fruibilità anche il chiostro monumentale e gli spazi della farmacia ospedaliera.


MISTRETTA – Una porta che torna ad aprirsi e, con essa, un pezzo importante della storia sanitaria e sociale della città. L’ospedale SS. Salvatore di Mistretta ha riaperto oggi il suo ingresso principale, al termine degli interventi di ristrutturazione, riqualificazione e messa in sicurezza che hanno interessato il presidio.
La cerimonia ha visto la partecipazione del direttore generale dell’ASP di Messina Giuseppe Cuccì, della dott.ssa Lucia Sottile, dirigente responsabile delle funzioni igienico-organizzative del Presidio ospedaliero SS. Salvatore, del sindaco di Mistretta Sebastiano Sanzarello e di rappresentanti dell’Amministrazione comunale.
Presenti inoltre il corpo medico e sanitario, le autorità, le Forze dell’Ordine e le associazioni del territorio, a testimonianza dell’attenzione che continua a circondare una struttura considerata essenziale non soltanto per Mistretta, ma per un comprensorio molto più vasto dei Nebrodi.
Alla cerimonia ha preso parte anche la dott.ssa Francesca Provenzale, farmacista ospedaliera, in occasione della presentazione degli spazi destinati alla farmacia.
Il momento istituzionale è stato accompagnato dal taglio del nastro e dalla benedizione dei locali impartita dall’arciprete di Mistretta, prima della visita agli ambienti interessati dagli interventi.


Uno dei punti centrali della riqualificazione è rappresentato dall’antico chiostro monumentale, risalente al Seicento e parte integrante del complesso storico nel quale ha sede l’ospedale. Lo spazio è stato oggetto di un importante intervento che ne ha migliorato sicurezza, funzionalità e fruibilità, restituendo al presidio uno degli ambienti di maggiore pregio architettonico.
Un recupero che assume un significato particolare: nel SS. Salvatore convivono infatti la funzione sanitaria contemporanea e una struttura profondamente legata alla storia di Mistretta. Riqualificare questi ambienti significa quindi intervenire su un ospedale, ma allo stesso tempo preservare una parte del patrimonio della città.

La visita è proseguita negli altri spazi interessati dai lavori e nei nuovi locali della farmacia ospedaliera, restituiti alla piena funzionalità. Con la riapertura dell’ingresso principale cambia inoltre il percorso degli utenti diretti ad alcuni servizi.


Il Laboratorio di patologia clinica diretto dal dott. Rosario Di Pietro torna a essere raggiungibile attraverso l’entrata principale, mentre il punto prelievi è stato trasferito alla Casa della Comunità. Presso il SS. Salvatore rimane il servizio per il ritiro dei referti, con un punto dedicato durante le ore mattutine.
La giornata di oggi, tuttavia, assume un significato che va oltre il completamento di un cantiere.
Per Mistretta e per i comuni dell’entroterra nebroideo, il SS. Salvatore rappresenta da decenni un presidio fondamentale. In un territorio caratterizzato da piccoli centri, distanze considerevoli dai grandi ospedali, una viabilità non sempre agevole e una popolazione con una forte domanda di assistenza sanitaria, poter contare su una struttura efficiente significa garantire concretamente il diritto alla salute.
La riqualificazione degli edifici costituisce perciò un risultato importante, ma apre inevitabilmente anche il tema del rafforzamento dei servizi.
Un ospedale non vive soltanto attraverso strutture moderne e ambienti rinnovati. La sua forza dipende soprattutto dalla presenza di medici, infermieri e operatori sanitari, dalla disponibilità delle specialità, dalla diagnostica, dalle apparecchiature e dalla capacità di garantire continuità nelle prestazioni.
In questo quadro si inserisce anche la nuova Casa della Comunità di Mistretta, chiamata a sviluppare la sanità territoriale e di prossimità. Ospedale e Casa della Comunità dovranno quindi rappresentare due livelli complementari della stessa rete assistenziale: da una parte le funzioni ospedaliere, dall’altra quei servizi territoriali capaci di intercettare e seguire più vicino ai luoghi di vita una parte dei bisogni sanitari della popolazione.
La riapertura dello storico ingresso del SS. Salvatore diventa così anche un’occasione per guardare al futuro.
Perché nelle aree interne la sanità non rappresenta soltanto un servizio pubblico. È uno degli elementi che determinano la possibilità stessa di continuare a vivere nei piccoli centri. Difendere e potenziare un ospedale significa contrastare isolamento e spopolamento, garantendo alle comunità condizioni essenziali di sicurezza e qualità della vita.
Oggi Mistretta recupera spazi rinnovati, più sicuri e funzionali e ritrova il suo storico ingresso ospedaliero. Il passo successivo sarà fare in modo che alla riqualificazione delle strutture corrisponda un investimento altrettanto forte sui servizi e sulle professionalità.
È questa la sfida che attende il SS. Salvatore: continuare a essere non soltanto l’ospedale di Mistretta, ma un presidio sanitario realmente capace di servire e tutelare l’intero territorio dei Nebrodi.

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