A Villa Margi con Antonio Presti tra arte e bellezza –
Sabato 30 e Domenica 31 Agosto Antonio Presti donerà due opere monumentali alla comunità, con diversi appuntamenti in programma.
Sarà un fine settimana unico, tra natura, arte e bellezza, che porterà il pubblico alla scoperta di una nuova “Villa Margi” a Reitano.
“Se la parola è essa stessa fonte di contaminazione, per la mescolanza che genera tra pensieri, idee, fantasia, – afferma lo scrittore Augusto Righi, curatore dell’evento – altrettanto lo è la strada, che, attraverso l’incrocio di storie differenti e linguaggi apparentemente lontani, arricchisce il tessuto stesso del territorio. La forza della contamina-azione risiede nella condivisione e nell’unità di un pensiero comune di bellezza”. La chiusura dell’incontro sarà caratterizzato da performance di danza, a cura di Giorgia Di Giovanni, e da interventi musicali di Pierfrancesco Mucari e Renato Miritello.
Dopo le opere Ammonite, Gli scudi ribelli di Pablo Sucato e Giacomo Noya, e Cavallo eretico di Antonello Bonanno Conti, prosegue il percorso artistico e culturale della Fondazione Antonio Presti. Oggi, giungendo a Villa Margi, si percepisce la trasformazione del territorio, in una nuova visione di bellezza: una bellezza che, sopita nell’imponenza dell’opera di Tano Festa, torna a manifestarsi attraverso la sua comunità, la quale rigenera i propri luoghi con nuove opere monumentali. Queste si integrano e si aggiungono armoniosamente, arricchendo l’identità e il paesaggio di Villa Margi.
Il cantico di Reitano e Villa Margi, che verrà inaugurato Domenica 31 Agosto, rappresenta un messaggio etico in antitesi all’omologazione del pensiero globale. È un richiamo a un cambiamento sociale, che affida alle nuove generazioni il compito di riscoprire la bellezza dei luoghi. Un invito a unire le intelligenze, resistere all’abbandono e ritrovare il futuro nel valore di essere comunità. Un’iniziativa, che vuole contrastare una delle grandi crisi di oggi: la perdita di senso nei luoghi e nelle persone, causata dalla modernità. Basti pensare che, negli ultimi due anni, due milioni di persone hanno lasciato il Mezzogiorno, e secondo Svimez, oltre un milione di siciliani abbandonerà l’isola nei prossimi 50 anni. Antonio Presti, di fronte al fenomeno dell’emigrazione giovanile dalla Sicilia e alla perdita di radici che ne deriva, ha scelto di valorizzare l’identità e il senso di appartenenza. Lo ha fatto, promuovendo la conoscenza e la bellezza come strumenti di unione e crescita. A Reitano e Villa Margi, molti bambini e ragazzi hanno preso parte a un laboratorio fotografico, condotto dalle fotografe Carlotta Magliocco e Simona Scaduto, dando vita a immagini che raccontano i loro sguardi, le loro emozioni e passioni. Grande entusiasmo ha suscitato l’iniziativa nella comunità di Reitano e nella frazione balneare di Villa Margi, anche grazie alla preziosa collaborazione delle Pro Loco di Reitano e Villa Margi “Villa Rei”.
In occasione dell’evento, si terrà l’inaugurazione dell’installazione pittorica di parole “Sono qui per stupirmi”, realizzata a partire da una selezione di versi, tratti dall’omonima poesia di Antonio Presti. Insieme a questa sarà presentata la doccia-spiaggia design Dragonfly, opere ideate dagli artisti Sara Garraffa e Claudio Mannoia, e donate dalla Fondazione Antonio Presti alla comunità di Villa Margi. Durante la serata, l’APS Il Percorso Verde di Karol presenterà un estratto del musical “La favola di Karol”: sognando dalla finestra l’arte equestre, un’esibizione che unisce musica, arte ed equitazione, con l’obiettivo di promuovere inclusione e terapia attraverso il linguaggio universale dello spettacolo.
“Ringrazio Antonio Presti, per avermi dato l’opportunità di realizzare quest’opera di rigenerazione urbana, – dichiara l’artista Sara Garraffa -, che ha valorizzato un luogo già incantevole come Villa Margi. È stata un’esperienza bellissima e gratificante di arte condivisa, pensata per e con la gente del posto”.
“Quando si ama profondamente un territorio, – spiega Antonio Presti- si fa di tutto per salvarlo dall’abbandono e dal declino. Dire che a Reitano e Villa Margi non c’è futuro significa condannare quei luoghi alla morte. Non possiamo restare indifferenti davanti a scuole con solo 30 bambini. Oggi i giovani, spesso con l’approvazione dei genitori, pensano di dover lasciare la Sicilia già dalle scuole superiori, allontanandoli dalla loro terra. Ma la Sicilia ha bisogno dei suoi figli. Il problema non è la mancanza di lavoro, ma la mancanza di educazione al lavoro e di spirito di sacrificio, che possono trasformarsi in iniziativa e capacità di fare. Serve quindi un “controesodo”, un nuovo modo di pensare per cambiare una cultura segnata dall’assistenzialismo e dall’immobilismo”.
“Accogliamo con immenso piacere il progetto “Il cantico di Reitano e Villa Margi”, che vede la nostra comunità, con i giovani in prima linea – sottolinea il Sindaco di Reitano Salvatore Salvaggio –. Un progetto di bellezza che, con la semplicità del Cantico di San Francesco, simboleggia la forza delle radici e di chi ha scelto di continuare a vivere qui, nel nostro territorio. Il nostro territorio oggi si arricchisce di un’opera donata dal maestro Antonio Presti: un atto d’amore rivolto all’intero territorio. L’Amministrazione Comunale di Reitano ringrazia sentitamente la Fondazione Antonio Presti per le opere donate alla comunità”.
“Tutti i bambini, i ragazzi e i diversi nuclei familiari coinvolti hanno partecipato con orgoglio e consapevolezza, offrendo una testimonianza significativa da tramandare alle generazioni future – sottolinea l’architetto Giuseppe Grillo, che ha curato l’allestimento dell’opera -. Le fotografie, disposte per centinaia di metri lungo il lungomare di Villa Margi, a delimitare il centro culturale Atelier sul Mare – Asteroide20049antoniopresti, accoglieranno abitanti e turisti in un percorso di volti e sorrisi, espressione autentica del senso di appartenenza dell’intera comunità”.
“Sono arrivata con una macchina fotografica e con il desiderio di conoscere quei luoghi, – dichiara la fotografa Carlotta Magliocco – lasciandomi suggerire dal contesto una modalità e un tempo d’azione, capaci di raccontare e restituire bellezza, senso, amore e appartenenza. Ho cercato di mantenere lo sguardo attento di chi desidera davvero vedere e sa godere del tempo dell’attesa, senza rubare immagini, ma coltivando presenze”.
“Ho percepito una certa affinità con il mio modus operandi, – dice la fotografa Simona Scaduto – in particolare nell’uso di grandi formati di stampa fotografica, affissi sui muri dei centri urbani e nell’impiego dell’immagine come strumento per azioni politiche, democratiche, collettive, di rappresentazione e di costruzione di comunità”
