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Acquedolci e il debito della memoria: una piazza per le Madri Costituenti



Un progetto nato tra i banchi di scuola diventa patrimonio di un intero territorio e restituisce visibilità alle donne che contribuirono a costruire la Repubblica


Ci sono luoghi che nascono per delimitare uno spazio e altri che nascono per custodire una storia. La nuova Piazza delle Madri Costituenti di Acquedolci appartiene a questa seconda categoria.
L’inaugurazione avvenuta il 2 giugno, nel giorno in cui l’Italia celebra la propria Repubblica, non rappresenta soltanto l’intitolazione di un’area urbana. È il punto di arrivo di un percorso iniziato anni fa e, allo stesso tempo, il punto di partenza di una nuova consapevolezza collettiva: quella di riconoscere il ruolo fondamentale svolto dalle ventuno donne che parteciparono ai lavori dell’Assemblea Costituente.
La storia di questa piazza affonda le proprie radici nel 2018, all’interno dell’ITIS “Ettore Torricelli” di Sant’Agata di Militello. Fu lì che le professoresse Mariangela Gallo e Dominga Rando, insieme all’Associazione Culturale Mediterraneo, coinvolsero un gruppo di studenti in un articolato percorso di studio sulla Costituzione italiana.
Non si trattò di un semplice approfondimento scolastico. Gli studenti affrontarono il tema come una ricerca viva, interrogandosi sul rapporto tra memoria, cittadinanza e rappresentazione femminile nello spazio pubblico. Il valore del lavoro svolto fu riconosciuto a livello nazionale con l’assegnazione del Premio per i 70 anni della nascita della Costituzione Italiana, promosso dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati e dal Ministero dell’Istruzione.
Ma il progetto aveva un’ambizione ulteriore: lasciare un segno concreto sul territorio.
Da qui nacque il censimento della presenza femminile nella toponomastica locale, confluito nel portale “Costituzione al Femminile”, curato da Amerigo. L’analisi evidenziò quanto fosse ancora limitata la presenza di figure femminili nella memoria pubblica e rafforzò l’idea di dedicare uno spazio alle donne che contribuirono alla nascita della Repubblica.
Quando, durante la cerimonia, le professoresse Mariangela Gallo e Dominga Rando hanno preso la parola, hanno ricordato il significato più profondo dell’iniziativa. Hanno riportato l’attenzione sulla straordinaria esperienza delle Madri Costituenti, capaci prima di opporsi al fascismo e poi di far sentire la propria voce all’interno di un’Assemblea composta da appena ventuno donne contro cinquecentotrentacinque uomini.
Parole che hanno restituito il senso autentico dell’intitolazione: non un semplice omaggio formale, ma un atto di giustizia storica.
L’importanza dell’evento è stata confermata dalla partecipazione di numerose autorità istituzionali. Tra queste il sindaco di Sant’Agata di Militello, onorevole Bruno Mancuso, che ha raccolto idealmente il testimone dell’iniziativa annunciando l’intenzione di individuare anche nel proprio Comune uno spazio dedicato alle Donne della Costituente. Un impegno che guarda alle nuove generazioni e alla necessità di trasmettere i valori della democrazia, della partecipazione e della parità di genere.
A rappresentare l’intero comprensorio nebroideo era presente anche il presidente del Parco dei Nebrodi, dottor Domenico Barbuzza, che ha preso parte all’inaugurazione della stele commemorativa portando il saluto istituzionale dell’Ente e dei comuni del territorio.
Accanto ai momenti ufficiali, la manifestazione ha saputo affidare alla cultura il compito di rendere viva la memoria. Particolarmente intensa è stata la rappresentazione del dialogo tra le costituenti siciliane Ottavia Penna e Maria Buscemi, tratto dall’opera teatrale “Il Giardino della Memoria”. L’interpretazione della professoressa Maria Di Nardo e della dottoressa Nunziatina Spina ha restituito al pubblico non soltanto due figure storiche, ma due voci ancora capaci di parlare al presente.
Poi la musica.
Le note di “Bella Ciao”, affidate al violino di Nikolai Blandi, alla chitarra di Biagio Pidalà e al mandolino di Bruno Scorza, hanno trasformato la conclusione della cerimonia in un momento di partecipazione collettiva. Un coro spontaneo ha coinvolto cittadini, studenti, amministratori e ospiti, unendo generazioni diverse attorno ai valori che quella canzone continua a rappresentare.
Forse è proprio questa l’immagine che meglio racconta il significato della giornata. Una piazza piena di persone che guardano al passato non per nostalgia, ma per comprendere il presente e costruire il futuro.
Perché la Piazza delle Madri Costituenti non celebra soltanto ventuno donne straordinarie. Celebra anche la capacità di una comunità di riconoscere il valore della memoria, e la forza di una scuola che, partendo da una ricerca, è riuscita a lasciare un’impronta concreta nella storia del proprio territorio.

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