Santanchè si dimette da ministra del Turismo: passo indietro dopo le pressioni politiche
Roma — La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico nella giornata del 25 marzo, al termine di ore di tensione politica e dopo un confronto diretto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La decisione arriva in un clima politico già segnato da forti polemiche e dal pressing interno alla maggioranza.
La lettera di dimissioni è stata consegnata a Palazzo Chigi nel pomeriggio, chiudendo una vicenda che nelle ultime settimane aveva alimentato il dibattito parlamentare e mediatico. Secondo fonti governative, la richiesta di un passo indietro sarebbe maturata dopo un confronto interno volto a preservare la stabilità dell’esecutivo e contenere le tensioni politiche.
Nel messaggio diffuso dopo le dimissioni, Santanchè ha ribadito la propria posizione, sottolineando di avere la fedina penale “immacolata” e affermando di aver scelto di dimettersi per senso di responsabilità politica e per evitare ulteriori ripercussioni sull’attività del governo. Ha inoltre dichiarato di non voler diventare un elemento di divisione all’interno della maggioranza.
La vicenda aveva già suscitato reazioni accese da parte delle opposizioni, che avevano annunciato l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia nei confronti della ministra. Nelle ultime ore, anche all’interno della coalizione di governo erano emerse posizioni critiche, contribuendo ad accelerare l’esito della crisi.
Ora l’attenzione si concentra sulla scelta del successore al Ministero del Turismo, un dicastero strategico per l’economia italiana, soprattutto in vista della stagione estiva. La presidente del Consiglio dovrà indicare nei prossimi giorni il nome del nuovo titolare, mentre l’esecutivo punta a ristabilire un clima politico più stabile.
Le dimissioni di Santanchè rappresentano uno degli episodi politici più rilevanti delle ultime settimane e potrebbero avere ripercussioni sugli equilibri interni alla maggioranza e sul confronto politico con le opposizioni.
