Notizie Locali

TINDARI – Quando si parlava di Ecoparking: un’idea oggi più attuale che mai. La nota della Cassiopea Group

Apprendiamo con interesse dalla stampa che l’area archeologica di Tindari si appresta ad abbracciare una nuova fase di sviluppo turistico grazie a un progetto che punta alla sistemazione della sentieristica e alla riqualificazione degli spazi di accesso e di sosta, da Villa Amato fino al Teatro greco-romano. Esordisce così Giuseppe Pettina, consulente strategico del gruppo rilanciando il progetto ecostostenibile dell’area parking di Locanda-

Pettina parla a pochi giorni dalla diffusione della notizia sul via libera a quell’’idea progettuale che affonda le sue radici nel 2014, inserita in graduatoria nel 2019, approvata in via definitiva nel 2021 e giunta soltanto a dicembre 2024 all’approvazione del progetto esecutivo.

Un percorso lungo e complesso che, dopo dieci anni, trova finalmente concretezza.

I lavori sono stati appaltati in via definitiva: l’impresa aggiudicataria ha presentato un ribasso del 34,46%, per un importo netto di 822.538,98 euro. L’obiettivo dell’intervento è quello di restituire un volto nuovo a una delle frazioni turistiche più importanti del territorio, attraverso un restyling complessivo che interesserà il percorso che da Villa Amato, sede del Parco archeologico, conduce al Teatro greco-romano passando dalla Porta a Tenaglia, con la valorizzazione del suggestivo sentiero che costeggia le mura ciclopiche. Il progetto prevede inoltre la riqualificazione del parcheggio degli Ulivi, dove saranno realizzati 11 box in legno per la vendita di souvenir, da concedere in locazione agli ambulanti al costo del suolo pubblico.

Partendo da questi elementi – sottolinea Giuseppe Pettina, consulente del Consorzio Cassiopea – è opportuno ricordare che nell’agosto del 2022 lo stesso consorzio aveva presentato un’ipotesi progettuale alternativa, nel corso di un apposito incontro con il sindaco di Patti Gianluca Bonsignore. Un confronto che aveva registrato un’ampia apertura da parte del Consorzio Tindari-Nebrodi e il consenso unanime e trasversale di tutti i soggetti presenti. Un progetto che si configurava come una vera e propria scommessa eco-turistico-sociale.

Si trattava di un percorso virtuoso di qualificazione non solo urbana, capace di mettere al centro il risparmio energetico, anche a beneficio della pubblica amministrazione, e una politica concreta di tutela ambientale. Un’ipotesi progettuale, nulla più in quella fase, ma pensata per migliorare l’immagine turistica di Tindari, rendendola più attrattiva e competitiva.

A quel tavolo sedevano anche l’ingegnere Salvatore Garito, presidente della Cassiopea, e l’ingegnere Giuseppe Ustica, che illustrarono nel dettaglio un progetto che prevedeva, nell’area della Locanda, l’installazione di colonnine elettriche per la ricarica di auto e bus, l’impiego di navette elettriche di collegamento con il sito di Tindari, l’utilizzo di mezzi elettrici e cicli, nonché la realizzazione di un’area commerciale multibox a sostegno delle realtà locali, considerando l’elevato afflusso annuo di visitatori.

Spazi pensati anche per le esigenze delle famiglie e dei più piccoli, con aree dedicate, servizi igienici, zone nursery e strutture di accoglienza. Un progetto che presentava ulteriori elementi di valore: la capacità di produrre energia pulita, sufficiente non solo ad alimentare la struttura e alcune aree archeologiche, ma anche a fornire, attraverso l’energia in eccesso, elettricità a circa 100 unità abitative della zona a costi contenuti.

In quell’occasione, il sindaco Gianluca Bonsignore aveva evidenziato come un’amministrazione debba sempre “sognare in grande”, assicurando la massima attenzione su un progetto che avrebbe potuto prevedere anche l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto. Il consigliere comunale Nino Gigante si era detto entusiasta dell’iniziativa, impegnandosi a sottoporla all’attenzione dei colleghi dell’amministrazione. Analogo entusiasmo era stato espresso dall’imprenditore milazzese Nino Torre.

Il giornalista Giovanni Frazzica aveva paragonato Patti a una “seconda Taormina”, sottolineando come un progetto di tale portata dovesse essere seguito con determinazione perché in grado di generare benefici per l’intero comprensorio. Pasqualino La Macchia, già amministratore locale e oggi componente del CdA del Consorzio Tindari-Nebrodi, aveva manifestato la piena disponibilità dell’ente ad aderire all’ipotesi avanzata da Pettina, proponendo l’utilizzo di una struttura consortile oggi in stallo, ai margini del parcheggio della Locanda, per trasformarla in area satellite di accoglienza, sede congressuale e spazio per meeting.

Tra gli altri interventi, quelli della giornalista Letizia Passerello e del giornalista-scrittore Nino Lo Iacono, che – da ex tecnico comunale – aveva ricordato la storica idea della ferrovia a cremagliera da Locanda a Tindari, un progetto risalente all’era Venuto che vide tra i protagonisti anche lo stesso Nino Gigante.

Giuseppe Pettina, al termine di quell’incontro, aveva ribadito come il progetto fosse realizzabile attraverso il project financing, senza gravare sulle casse comunali, secondo una logica di gestione imprenditoriale che caratterizza il Consorzio Cassiopea.

Oggi, mentre Tindari si appresta a vivere un nuovo “maquillage”, la domanda resta aperta: perché di quell’idea progettuale, presentata appena due anni fa, sembra non interessarsi più nessuno?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *