Dasililla Oliveira Pecorella, una vita al servizio degli ultimi
Il suo impegno nella Consulta delle Culture di Palermo, la vicinanza alle persone fragili e la straordinaria capacità di trasformare la solidarietà in azione concreta resteranno una parte importante della sua eredità umana e civile.
La scomparsa di Dasililla Oliveira Pecorella lascia un vuoto profondo non soltanto nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla, ma anche in quella parte della città di Palermo alla quale aveva dedicato tempo, energie, sensibilità e passione.
Dasililla aveva fatto dell’impegno verso gli altri una scelta di vita.
Il suo percorso all’interno della Consulta delle Culture di Palermo rappresentava pienamente il suo modo di intendere la società: una comunità nella quale nessuno dovesse sentirsi escluso, dimenticato o considerato meno importante degli altri.
Il suo non era un impegno formale. Non era presenza di circostanza. Era partecipazione autentica, quotidiana, profondamente umana.
Dasililla possedeva una qualità rara: sapeva entrare in relazione con le persone.
Lo faceva con naturalezza, senza distanza, senza giudizio, con quella capacità di ascoltare che appartiene soltanto a chi considera davvero importante la storia dell’altro.
Era brillante nei rapporti umani, capace di comprendere le difficoltà di chi aveva davanti e, soprattutto, capace di non voltarsi dall’altra parte.
Questa sua sensibilità emergeva in maniera ancora più forte nel rapporto con le persone più fragili e più bisognose.
A loro riservava un’attenzione particolare.
Non una solidarietà fatta soltanto di parole, ma una generosità concreta, fatta di presenza, di ascolto, di disponibilità, di interventi e di vicinanza.
Per Dasililla ogni persona aveva una dignità da difendere.
Ogni storia difficile meritava attenzione.
Ogni fragilità rappresentava una responsabilità collettiva.
È anche attraverso questo costante impegno che ha fatto tanto bene alla città di Palermo.
Una città complessa, ricca di culture, di storie, di differenze, ma anche segnata da tante situazioni di disagio sociale. Dasililla aveva compreso che proprio dentro queste differenze e queste difficoltà era necessario costruire ponti, creare relazioni, aiutare chi rischiava di rimanere ai margini.
Il suo lavoro nella Consulta delle Culture assumeva così un significato che andava ben oltre un incarico.
Era l’espressione di una visione.
Quella di una Palermo accogliente, solidale, capace di riconoscere il valore delle diverse culture e, soprattutto, capace di non abbandonare i più deboli.
Ci sono persone che attraversano le istituzioni lasciando dietro di sé soltanto il ricordo di un ruolo.
E ce ne sono altre che riescono a trasformare quel ruolo in servizio.
Dasililla Oliveira Pecorella apparteneva a queste ultime.
La sua generosità era probabilmente uno dei tratti più evidenti della sua personalità. Ma ancora più importante era il modo con il quale riusciva a donarsi agli altri: con discrezione, con spontaneità, senza cercare riconoscimenti.
Il bene più autentico, del resto, raramente fa rumore.
Vive nei gesti.
Vive nelle persone aiutate.
Vive negli occhi di chi, in un momento di difficoltà, ha trovato qualcuno disposto ad ascoltare.
Vive nelle occasioni nelle quali una mano tesa può cambiare anche soltanto una giornata, e qualche volta una vita.
È questa l’eredità più importante che Dasililla lascia alla sua città.
Palermo perde una donna che aveva scelto di stare dalla parte delle persone più fragili.
Perde una voce della solidarietà, una presenza nel dialogo tra le culture, una persona capace di coniugare sensibilità umana e impegno civile.
Ma il bene compiuto non scompare insieme a chi lo ha fatto.
Continua nelle persone che lo hanno ricevuto.
Continua nelle testimonianze di chi l’ha conosciuta.
Continua nell’esempio che una vita dedicata agli altri lascia alle generazioni future.
Per questo il modo più giusto di ricordare oggi Dasililla Oliveira Pecorella non è soltanto attraverso il dolore della sua scomparsa.
È ricordare ciò che ha fatto.
È ricordare quante persone ha ascoltato, aiutato, sostenuto.
È ricordare quanto abbia creduto nel valore della dignità umana.
È ricordare quanto bene abbia saputo donare a Palermo attraverso il suo costante impegno verso le persone più fragili e bisognose.
Una città dovrebbe essere riconoscente verso persone così.
Perché sono loro, spesso lontano dai riflettori, a renderla più umana.
Grazie, Dasililla.
Per il tempo donato agli altri.
Per la generosità.
Per l’ascolto.
Per l’impegno civile.
E soprattutto per averci ricordato, attraverso la tua vita, che una comunità diventa veramente tale soltanto quando sa prendersi cura dei suoi membri più fragili.
Tvb Mia Cara
Placido
