RubricaSpeciale Festival di Sanremo

FONDAZIONE MATTIA – Gli eroi sono loro. Il coro ANFFAS conquista Sanremo 2026. »

Il commento di Giuseppe Pettina: «Altro che big, qui vince l’umanità Altro che classifiche, televoti o polemiche da social. A vincere davvero la seconda serata del Festival di Sanremo 2026 sono stati loro: i ragazzi del coro ANFFAS.

Un momento che ha superato la dimensione dello spettacolo trasformandosi in un autentico messaggio sociale. Sul palco del Teatro Ariston è salita una delegazione dello Special Festival dell’ANFFAS di La Spezia, portando davanti a milioni di telespettatori il talento delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

A commentare con emozione l’esibizione è stato Giuseppe Pettina, da tempo vicino alle attività dell’ANFFAS di Patti attraverso l’impegno della Fondazione Mattia:

«Gli eroi sono loro. Ma quali big… io voto il coro ANFFAS», ha scritto, sintetizzando il sentimento condiviso da molti spettatori.

Il coro ha interpretato Si può dare di più, storico brano portato al successo nel 1987 da Gianni MorandiUmberto Tozzi ed Enrico Ruggeri.

Una scelta tutt’altro che casuale. La canzone, simbolo di solidarietà e responsabilità collettiva, ha assunto un significato nuovo grazie all’interpretazione dei ragazzi, accompagnati sul palco da Laura Pausini e accolti dal conduttore Carlo Conti.

Entusiasmo, spontaneità e professionalità hanno conquistato il pubblico dell’Ariston. «Chi crede nei sogni può realizzarli», ha commentato Pettina, cicino al pensiero di Laura Pausini, mentre uno dei coristi ha ironizzato contro i “leoni da tastiera”, ricordando come l’inclusione reale passi attraverso esperienze concrete e condivise.

Circa cento ragazzi hanno animato il palco in una delle esibizioni più attese della serata. Non solo musica, ma un racconto collettivo fatto di passione, espressione e — come recita il motto ANFFAS — del “talento di essere se stessi”.

Dietro quell’apparizione televisiva c’è il lavoro quotidiano dello Special Festival, progetto artistico e sociale che ogni anno crea occasioni di protagonismo culturale per persone con disabilità, dimostrando come arte e partecipazione possano diventare strumenti di emancipazione e cittadinanza attiva.

Le magliette con la scritta “Sono come te” hanno reso immediato il messaggio: abbattere barriere culturali prima ancora che fisiche.

Per Pettina — impegnato da anni accanto alle realtà associative del territorio tirrenico — la presenza dell’ANFFAS a Sanremo rappresenta molto più di un riconoscimento artistico.

«È la dimostrazione», sottolinea, «che inclusione e dignità non sono slogan ma percorsi concreti. Quando si offre spazio alle persone, emergono talento, emozione e verità».

Un momento capace di ricordare come la musica possa diventare strumento di cambiamento culturale, restituendo centralità alla persona e alle sue potenzialità.ED ha aggiunto nei prossimi ed immediati progetti del Gruppo Cassiopea, anche attravreso in nuovo network televisivo, elabore,o die progetti inclusivi per i ragazzi speciali.

Per una sera, sul palco più famoso d’Italia, non hanno cantato soltanto degli artisti.

Hanno cantato diritti, inclusione e futuro.

E forse, come ha scritto Pettina, la vittoria più importante era già assegnata prima ancora dell’ultima nota.

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