Bollo auto, cambia tutto: esenzione dal 2027 per milioni di veicoli e nuove scadenze dal 2028
Il Governo interviene su una delle tasse più discusse dagli automobilisti. Nel 2026 resta l’obbligo di pagamento, mentre dal prossimo anno è prevista l’esenzione per le auto fino a 80 kW e per i motocicli. Dal 2028 cambia anche il sistema delle scadenze.
ROMA – 17 settembre 2026. Il bollo auto si prepara a cambiare profondamente. Nelle ultime ore si sono rincorse notizie sull’abolizione della tassa automobilistica, ma è necessario distinguere ciò che vale oggi dalle novità destinate a entrare in vigore nei prossimi anni.
Nel 2026 il bollo auto non scompare: gli automobilisti tenuti al pagamento devono continuare a rispettare le scadenze previste dalla normativa vigente e dalle rispettive Regioni.
La vera novità arriva dal Consiglio dei ministri del 16 settembre: il Governo ha approvato un intervento che prevede, a partire dal 2027, l’esenzione dal bollo per le autovetture di piccola e media potenza fino a 80 kW e per i motocicli.
Chi dovrebbe beneficiare dell’esenzione
Secondo quanto emerge dal provvedimento approvato e dalle informazioni diffuse nelle ultime ore, la misura dovrebbe interessare circa 14,5 milioni di veicoli.
Per le automobili il limite individuato è quello degli 80 kilowatt, equivalenti a circa 109 cavalli. La misura riguarda inoltre i motocicli.
Il beneficio è previsto per un solo veicolo per cittadino e, secondo il testo del provvedimento riportato dalle fonti disponibili, il mezzo dovrà essere regolarmente assicurato.
L’impatto finanziario stimato per il 2027 è di circa 2,36 miliardi di euro. La misura è stata impostata, allo stato attuale, per il 2027, mentre il Governo ha manifestato l’intenzione di renderla successivamente strutturale.
Attenzione: per il 2026 il bollo deve essere pagato
È questo probabilmente l’aspetto più importante per evitare equivoci.
L’annuncio dell’esenzione non cancella le scadenze attualmente in vigore. Chi ha un bollo in scadenza nel 2026 e non rientra in una specifica esenzione già prevista dalla propria Regione deve continuare a pagarlo.
La regola generale stabilisce che il rinnovo debba essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza.
Un bollo che scade, ad esempio, nel mese di settembre 2026 deve quindi essere normalmente pagato entro il 31 ottobre 2026, fatte salve le particolari disposizioni regionali.
Dal 2028 cambia anche la scadenza
Parallelamente all’intervento annunciato per il 2027, esiste già una riforma normativa delle scadenze.
Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede infatti che dal 1° gennaio 2028, per i veicoli interessati dal nuovo regime, la tassa automobilistica venga collegata direttamente al mese di immatricolazione del veicolo.
La durata sarà di dodici mesi.
Per un’automobile immatricolata, ad esempio, nel marzo 2028, il primo pagamento dovrà essere effettuato entro la fine di aprile. Negli anni successivi la scadenza sarà invece collegata al mese di marzo.
Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al sistema tradizionale, pensato per rendere più lineare il rapporto tra immatricolazione, periodo di validità e pagamento della tassa.
Due riforme da non confondere
Il quadro che emerge è quindi composto da due interventi distinti.
Da una parte c’è la misura approvata dal Governo il 16 settembre, che punta a esentare dal bollo nel 2027 le auto fino a 80 kW e i motocicli secondo i requisiti previsti.
Dall’altra c’è la riforma delle regole della tassa automobilistica contenuta nel decreto legislativo n. 147 del 2026, che introduce, dal 2028, un nuovo meccanismo per determinare durata e scadenza del bollo per i veicoli interessati.
Per gli automobilisti, tuttavia, la raccomandazione per il momento rimane semplice: le scadenze del 2026 devono essere rispettate.
Le novità annunciate per il futuro non autorizzano a sospendere i pagamenti attualmente dovuti.
Il bollo auto, dunque, non scompare oggi. Ma dopo decenni di discussioni sulla tassa automobilistica, il sistema italiano si avvia verso una trasformazione significativa che, tra il 2027 e il 2028, potrebbe interessare milioni di proprietari di veicoli.
