CronacaSICILIA

Corruzione e rapporti con la mafia, Bernadette Grasso ascoltata in Procura come testimone

Bernadette Grasso, deputata regionale siciliana di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, è stata ascoltata dai magistrati della Procura di Palermo nell’ambito di un’inchiesta su presunti casi di corruzione e rapporti con ambienti mafiosi. La politica è stata sentita come persona informata sui fatti e, allo stato attuale delle indagini, non risulta indagata.
L’indagine condotta dai pm di Palermo riguarda principalmente altre figure, tra cui l’ex eurodeputato Salvatore Iacolino, il boss mafioso di Favara Carmelo Vetro e il dirigente regionale Giancarlo Teresi. Le accuse contestate nell’inchiesta comprendono ipotesi di corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa.
Il nome di Bernadette Grasso compare negli atti dell’inchiesta perché, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Iacolino avrebbe fatto da intermediario tra la deputata e Vetro. In questo contesto, il boss avrebbe prospettato la possibilità di segnalare persone da assumere all’interno di una società di vigilanza. Grasso avrebbe quindi inviato alcuni nominativi da valutare per un eventuale impiego.
Dalle indagini emergerebbero inoltre contatti telefonici e messaggi tra la deputata e Vetro. Proprio per chiarire questi rapporti la politica è stata convocata in procura e ascoltata dai magistrati.
Davanti agli inquirenti, Grasso ha spiegato di non sapere che Carmelo Vetro fosse un esponente mafioso e di essersi fidata di Iacolino, che glielo avrebbe presentato. Ha inoltre sostenuto che la segnalazione dei nominativi non avrebbe avuto alcun seguito concreto.
In seguito alla diffusione della notizia dell’indagine, Bernadette Grasso ha annunciato l’autosospensione dalla carica di vicepresidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, dichiarando di voler garantire la massima trasparenza mentre gli accertamenti della magistratura proseguono.

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