Approfondimento

Carlo Acutis, un santo dei nostri giorni

Attorno a lui si è creato da tempo un culto di dimensioni notevoli, e infatti in piazza San Pietro c’erano decine di migliaia di perso

Domenica mattina si è tenuta in piazza San Pietro la liturgia di canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, cioè il procedimento per renderli ufficialmente santi secondo le regole della Chiesa. Alla cerimonia, celebrata da papa Leone XIV, hanno partecipato decine di migliaia di persone (più di 80mila, secondo le stime riferite alle agenzie di stampa dalla questura). Tra loro c’erano anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, e Pier Ferdinando Casini.
Frassati, torinese, morì nel 1925 a 24 anni, e fu un fedele laico domenicano noto per le sue attività di assistenza a persone malate e in condizione di povertà. Dei due nuovi santi, però, il più famoso è indubbiamente Carlo Acutis. Io

Acutis, nato a Londra ma italiano, morì nel 2006 di leucemia: aveva 15 anni. Prima ancora di diventare santo, era già diventato molto popolare e attorno alla sua figura si era creato un culto di dimensioni notevoli, anche al di fuori dell’Italia. Di lui si parla molto per il fatto che è il primo santo della generazione delle persone nate tra gli anni Ottanta e Novanta, e perché da tempo viene definito come un futuro “santo protettore” di Internet. Il motivo è che nella sua vita fu un assiduo utilizzatore degli strumenti digitali per divulgare la fede cattolica.

Un altro aspetto molto raccontato della figura di Acutis sono le sue stesse spoglie, vestite con abiti normali: jeans, felpa e scarpe da ginnastica. Il suo corpo è conservato nel Santuario della Spogliazione, che si trova nella Chiesa di Santa Maria Maggiore ad Assisi, un altro luogo in cui oggi si sono radunate le persone che gli sono devote.

Acutis fu dichiarato “Servo di Dio” nel 2018 (è il titolo che la Chiesa cattolica assegna ai fedeli per i quali è stata avviata una causa di beatificazione e canonizzazione). Nel 2020 venne dichiarato “Beato” e infine gli venne riconosciuta l’intercessione per almeno due miracoli, permettendogli in questo modo di rispettare le condizioni necessarie per la santificazione, autorizzata poi da papa Francesco. Il processo che l’ha portato a diventare santo è stato eccezionalmente rapido.

Carlo Acutis è nato il 3 maggio 1991 e, fino alla sua prematura morte il 12 ottobre 2006, è vissuto a Milano. Un ragazzo contemporaneo, che ha abitato luoghi abituali per tanti e vissuto tempi comuni a tutti. Ciò che ha reso straordinaria la sua esistenza è stata la capacità di vivere con fede radicale tutte le situazioni che la vita gli ha presentato. 
È cresciuto in una famiglia agiata e ha saputo trasformare i molti doni che la vita gli ha riservato in occasioni per incontrare il Signore e per farlo sentire più vicino a chi ancora non lo conosceva.
Da quando aveva 12 anni Carlo ha deciso di vivere quotidianamente la messa e ha voluto diffondere il culto eucaristico. Lo fa grazie alle sue abilità con il computer e alla capacità di usare le molte potenzialità della rete internet, realizzando una mostra sui miracoli eucaristici, ma soprattutto tramite una vita di preghiera ben ritmata, davanti al tabernacolo, con la confessione settimanale, nel confronto con la Scrittura.
Frequenta con profitto le scuole e coltiva molte amicizie, al contempo sa dedicare tempo per il servizio ai poveri. Sin da piccolo non temeva di rivelare che il suo obiettivo fosse la santità: sono molto incisive due sue frasi, ormai celebri, «se ci si mette di fronte al sole ci si abbronza… ma quando ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi» e «L’Eucaristia? E’ la mia autostrada per il Cielo!».
Con la fede decisa e consapevole che lo caratterizzava ha affrontato anche la rapida e inesorabile malattia che lo ha portato alla morte. È stato poi sepolto ad Assisi, una città che amava visitare per ritemprare lo spirito.
In quella stessa città è stato proclamato beato il 10 ottobre 2020

I Miracoli

Il primo miracolo avvenne a Campo Grande, la capitale del Mato Grosso, in Brasile, nel 2010, quattro anni dopo la morte di Carlo per leucemia mieloide acuta. A Campo Grande viveva Matheus Vianna, un bimbo di 3 anni nato con una rara malformazione congenita al pancreas (pancreas anulare), che causa gravi problemi digestivi. «Era una tortura – aveva raccontato la nonna, Solange Maria do Prado Lins Vianna, ai media brasiliani – Aveva una polmonite grave perché vomitava continuamente. A due anni pesava solo nove chili ed era costantemente ricoverato in ospedale. Eravamo disperati». I medici avevano detto che sarebbe stata necessaria un’operazione, ma la famiglia non poteva permettersela. Restava la fede. 

In una chiesa della zona era stata esposta in quel periodo un reliquia di Carlo Acutis, una sua camicia. Il piccolo, accompagnato dalla nonna, davanti alla reliquia espresse un desiderio: «Chiese di smettere di vomitare, camminava, infatti, sempre con in mano con un piccolo asciugamano perché vomitava molto», ricorda il parroco, Marcelo Tenório, incaricato di avvisare Roma del miracolo. Quando tornò a casa, riuscì a mangiare qualcosa senza vomitare e senza accusare malesseri. E così anche nei giorni successivi. 

Agli esami medici successivi risultò che l’anomalia stava scomparendo, il pancreas si stava «rigenerando» nel modo corretto. Oggi Matheus sta bene, è uno studente, vive la vita di ogni adolescente. È stato proprio in Brasile, nello Stato di San Paolo, che è stata dedicata per la prima volta nel mondo una parrocchia all’ (allora) beato Carlo Acutis: si tratta della parrocchia universitaria a Santo Amaro. La guarigione di Matheus, «istantanea, completa e duratura», fu analizzata dalla Consulta Medica della Congregazione delle cause dei santi ed è stata ritenuta inspiegabile per la scienza. Questo episodio aprì la strada alla beatificazione di Carlo, avvenuta nel 2020 e primo passo verso gli altari.

In una chiesa della zona era stata esposta in quel periodo un reliquia di Carlo Acutis, una sua camicia. Il piccolo, accompagnato dalla nonna, davanti alla reliquia espresse un desiderio: «Chiese di smettere di vomitare, camminava, infatti, sempre con in mano con un piccolo asciugamano perché vomitava molto», ricorda il parroco, Marcelo Tenório, incaricato di avvisare Roma del miracolo. Quando tornò a casa, riuscì a mangiare qualcosa senza vomitare e senza accusare malesseri. E così anche nei giorni successivi. 

Agli esami medici successivi risultò che l’anomalia stava scomparendo, il pancreas si stava «rigenerando» nel modo corretto. Oggi Matheus sta bene, è uno studente, vive la vita di ogni adolescente. È stato proprio in Brasile, nello Stato di San Paolo, che è stata dedicata per la prima volta nel mondo una parrocchia all’ (allora) beato Carlo Acutis: si tratta della parrocchia universitaria a Santo Amaro. La guarigione di Matheus, «istantanea, completa e duratura», fu analizzata dalla Consulta Medica della Congregazione delle cause dei santi ed è stata ritenuta inspiegabile per la scienza. Questo episodio aprì la strada alla beatificazione di Carlo, avvenuta nel 2020 e primo passo verso gli altari. 

È nel 2022, invece, che l’intercessione del patrono del web permette un’altra guarigione inspiegabile. Nella notte del 2 luglio, Valeria Valverde, 21 anni, studentessa costaricana, è a Firenze e cade da una bici elettrica mentre percorre via Tornabuoni. Sbatte violentemente il capo contro il marciapiede e viene trasportata d’urgenza all’ospedale Careggi dove viene sottoposta a una craniotomia per ridurre la pressione intracranica. La giovane è in coma, la situazione è critica, Valeria potrebbe risvegliarsi, ma si prospettano gravi lesioni cerebrali. 

Sua mamma Liliana, che le è sempre accanto, 8 giorni dopo decide di lasciare il capezzale della figlia per andare a pregare ad Assisi, sulla tomba di Carlo. Resta lì per quattro ore, se ne va solo quando la chiesa deve chiudere. In serata, i medici la avvertono che sua figlia mostra un miglioramento repentino: ha cominciato a respirare spontaneamente. Nei giorni successivi, la giovane risponde positivamente ai trattamenti medici, si sottopone a una nuova operazione neurochirurgiche per la rimozione di un osso. Oggi sta bene e ha scelto di vivere a Milano, vicino alla chiesa di Santa Maria Segreta, frequentata da Carlo. «Va a messa, lo ricorda con tanto amore e affetto, come un fratello, una persona straordinaria che l’ha guarita e ha interceduto per lei con Dio» ha detto la mamma Liliana al Giorno. Valeria ha completato gli studi e oggi lavora nell’ambito della moda. 

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