Agricoltura

“La Real Razza del cavallo di Ficuzza”: giornata d’incontri il 6 settembre 2025

Il 6 settembre 2025 alle ore 9:30 si terrà a Ficuzza, in provincia di Palermo, una giornata di studi interamente dedicata a “La Real Razza del Cavallo di Ficuzza”, un’iniziativa promossa dall’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale territoriale e della pesca mediterranea della Regione Siciliana, in collaborazione con il Dr. Agronomo Antonio Paladino che modererà l’evento.

L’iniziativa intende promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio equino siciliano, con un focus particolare sulla storica razza di Ficuzza, parte integrante della tradizione agricola, culturale e ambientale dell’isola.

L’evento si aprirà con i saluti istituzionali, e proseguirà con un convegno articolato in tre sessioni tematiche, che vedrà la partecipazione di esperti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni.

Saluti istituzionali | 9:30

  • Salvatore Barbagallo, Assessore all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea
  • Alberto Pulizzi, Dirigente Generale Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale
  • Walter Rà, Sindaco del Comune di Corleone
  • Sebastiano D. Bellini, Sindaco di Godrano
  • Francesco Ribaudo, Sindaco di Marineo
  • Giuseppe Lopes, Sindaco di Mezzojuso
  • Alberto Arcidiacono, Sindaco di Monreale
  • Ignazio Mannino, Commissario Straordinario Istituto Incremento Ippico per la Sicilia

Saluti istituzionali | 9:30

Prima sessione

  • Le attività del Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale – Domenico NuceraGiuseppe Di Noto
  • La RNO di Ficuzza e il cavallo – Giovanni Giardina
  • La Real Razza del Cavallo di Ficuzza – Filippo Sciara

Seconda sessione

  • L’allevamento del cavallo nell’ippologia classica – Michele Panzera
  • Caratterizzazione genetica del Cavallo Siciliano – Salvatore Bordonaro
  • La razza del Cavallo Siciliano – Matteo Vasini

Terza sessione

  • Le attività dell’Istituto Incremento Ippico per la Campania – Agnese Rinaldi
  • Le attività dell’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia – Michele Bentivegna
  • Ficuzza tra i Reali siti Borbonici. Il Gran Tour del Cavallo tra le residenze borboniche – Alessandro Manna

La giornata di studi proseguirà domenica 7 settembre 2025 con una visita guidata alla Riserva Naturale Orientata di Ficuzza alle ore 10:00.

Voluta da Ferdinando IV di Borbone nel 1799 come residenza di caccia, la Reggia di Ficuzza è circondata da un vasto territorio ricco di biodiversità e bellezze paesaggistiche. Il sovrano, infatti, promosse lo sviluppo agricolo e zootecnico della tenuta, istituendo un centro di allevamento che diede origine alla Real Razza del Cavallo di Ficuzza, selezionata per le sue doti di forza e resistenza, la cui riproduzione fu di grande successo, dopo gli allevamenti organizzati a Persano e Carditello, nell’ambito del progetto di creazione della Real Razza Governativa.

A Ficuzza Re Ferdinando I in un momento di gravi turbolenze politiche per il Regno di Napoli e Sicilia, trasferì’ la propria residenza ed il sito divenne l’ epicentro della vita politica e di corte. In quel contesto si decise di promuove la continuità genetica del lavoro intrapreso da suo padre Carlo III di Borbone dando vita ad nuovo allevamento reale. Nel 1824 il sito di Ficuzza vantava la presenza di 566 esemplari equini. Un grande allevamento costituito per buona parte da giumente napoletane e meticce (siciliane) e da cavalli padri, stalloni prevalentemente persani, orientali (arabi), andalusi e berberi. Dopo dodici anni, nel 1836 in un momento di gravi difficoltà’ economiche per il Regno, il successore Ferdinando II decise di smantellare l’allevamento ed un nucleo consistente delle fattrici del corpo venne ceduta alla famiglia Salamone di Mistretta . Alla societa’ dei Fratelli Salamone passarono ben 67 fattrici della Razza Reale di Ficuzza, compreso uno stallone arabo ungherese di nome Gildran, dal mantello sauro dorato, dono dell’Imperatore d’Austria Ferdinando I al Re delle Due Sicilie. L’importanza della presenza di Gildran nell’allevamento dei Salamone è da sottolineare perché da questo cavallo sono stati generati 12 puledri di pregio, a loro volta riproduttori, dalla marcata linea araba”. Oltre a Gildram la famiglia Salamone acquisto altri stalloni persani, siciliani e prussiani e continuo nel solco della tradizione l’ opera allevatoriale

All’ indomani dell’ Unità d’ Italia, nel 1860 i cavalli della Razza Reale di Ficuzza vennero trasferiti nel territorio dei Nebrodi e custoditi dalla famiglia Salamone che proseguì nell’allevamento con particolare attenzione alla conservazione dei caratteri originari e nel 1870 il Prof. Chigoli, in un trattato in cui vengono elencate le razze di cavalli, citerà sotto la dicitura di “Razza Salamone” i cavalli della Reale Razza di Ficuzza, questo perché dopo il 1860 tutto ciò che aveva una derivazione borbonica doveva essere distrutto o occultato.
Nel 1879 dal Regio Deposito Cavalli e riconosciuto come una razza, “Salamone” per l’appunto, in quanto gruppo omogeneo con caratteri fissi e trasmissibili. Cosi come il Prof. Moreschi, agli inizi nel 1904 nel suo testo “Industria stalloniera: La popolazione cavallina in Italia”, citerà l’esistenza della “Razza Salamone”. alla fine del ‘800 don Benedetto e don Vincenzo Salamone a seguito dello scioglimento delle Societa’ armentistiche mistrettesi continueranno la loro opera allevatoriale nelle loro terre di Sugherita ( Cerami)e Casaleni (Nicosia). A Casaleni soprattutto la famiglia Salamone perpetua’ l’ illustre tradizione che giunge fino ad i nostri giorni grazie alla passione e l’amore del Barone Benedetto Salamone di Casaleni e del figlio Placido. Allevatore, ippologo ed autore del libro ” La Razza Reale di Ficuzza” edito da Lampi di Stampa nal 2010.

Oggi il nucleo di cavalli discendenti dall’ haras di Ficuzza si è mantenuto omogeneo sebbene geneticamente evoluto in questi ultimi 180 anni, perdendo probabilmente anche taluni caratteri originari ma conservando il suo patrimonio genetico di base grazie all’ attento utilizzo di idonei stalloni.

Il cavallo di Ficuzza è oggi al centro di un rinnovato interesse scientifico e culturale, simbolo del legame tra tradizione, ambiente e identità siciliana.

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